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SETTORE TESSILE - Salvaguardia dell’ambiente

FONTE: www.promotessile.com

Oltre alle sue responsabilità ad altissimo livello in
seno alla Fespa, Michel Caza soprintende, sempre
per conto dell’associazione, a tutte le questioni in
materia ambientale. Da più di 10 anni, contribuisce
alla messa a punto di soluzioni alternative, come
gli inchiostri UV a base acquosa, affinché personalizzazione
tessile faccia rima con ecologia.

“La salvaguardia dell’ambiente è un tema di cui mi occupo in modo particolare, su scala europea. La Fespa segue molto da vicino questa questione ed ha pubblicato, ad esempio, una “Guida delle buone pratiche ambientali”, disponibile in 7 lingue, che tiene conto della legislazione europea e di quella di ogni singolo paese.

La ricerca della personalizzazione “sostenibile”

Gli sforzi dei produttori, come quelli compiuti per eliminare gli ftalati ed i PVC dagli inchiostri, continuano senza sosta con l’obiettivo di ottenere delle personalizzazioni sostenibili. A tal proposito, i grandi inserzionisti fanno benissimo a spingere in questa direzione mostrandosi sempre più esigenti.
D’altro canto, il Regolamento REACH (vedi riquadro) è destinato
ad imporre a breve termine numerosi limiti ai serigrafi e la repressione aumenterà. Ma è bene sapere che alcuni paesi, al di fuori dell’Unione europea, non rispettano le norme, comprese quelle relative agli ftalati. Ciò implica una concorrenza sleale, dovuta all’assenza, per ora, di controlli rigorosi sulle importazioni. È inoltre lecito temere che le “schede di dati di
sicurezza” siano inesistenti o, ancora peggio, palesemente falsificate.

Le soluzioni alternative e il ruolo della Fespa

Da oltre 10 anni, sono impegnato in prima persona nella messa a punto d’inchiostri serigrafici totalmente diversi dagli altri: gli inchiostri UV a base acquosa. Nel 1995, la prima t-shirt da noi stampata con questo tipo d’inchiostro è stata protagonista della copertina di Screen Printing Magazine USA, che ha dedicato un grande articolo a quest’innovazione. Oggigiorno, la tecnica è ben definita ed assolutamente affidabile. È particolarmente indicata per le immagini in quadricromia, con il vantaggio di possedere la stessa flessibilità e morbidezza degli inchiostri acquosi, di essere assolutamente ecologica, di eliminare l’uso degli infrarossi e di accorciare le operazioni, con un evidente risparmio di energia.
Eppure, una domanda sorge spontanea: quando si decideranno
i fabbricanti di attrezzature a costruire delle unità
scanner UV mobili in grado di sostituire le fotounità attuali?
Pur essendo molto impegnata su scala mondiale (lobbismo
compreso) nelle questioni inerenti alla nostra professione, come
la salvaguardia dell’ambiente e, ovviamente, la messa a punto
di tecniche alternative per la serigrafia o per la stampa
digitale, la Fespa assume una posizione delicata in materia.
Infatti, il suo ruolo consiste nel “consigliare, incitare,
prevenire” e non imporre una determinata tecnica.

La necessità di una grande mobilitazione

L’evoluzione delle tecniche di personalizzazione verso una
maggiore considerazione della dimensione ambientale è
ineluttabile e, ad ogni modo, auspicabile per il nostro
“ambiente di vita”. Tuttavia, per le piccole strutture artigianali
è temibile dal punto di vista finanziario. Infatti, per
alcune microimprese, soprattutto del settore tessile, i costi per il
trattamento delle acque e dei rifiuti rappresentano un vero
problema. Inoltre, l’applicazione del Regolamento REACH
comporterà dei cambi di tecnologie e di prodotti, quindi delle
spese aggiuntive. Perciò, senza dubbio un giorno personalizzazione tessile potrà fare rima con ambiente, ma a condizione che ognuno faccia la sua parte."

Il REACH, in breve…

REACH è l’acronimo di Registration, Evaluation
and Authorization of Chemicals (registrazione,
valutazione ed autorizzazione delle sostanze
chimiche). Questo nuovo Regolamento europeo,
adottato nel mese di dicembre del 2006, impone ai
fabbricanti ed agli importatori di sostanze chimiche
di dimostrare che queste possono essere utilizzate
in modo sicuro, senza alcun pericolo per la salute
umana né per l’ambiente. È già accaduto per le
100.000 molecole commercializzate prima del 1981,
anche se ce ne sono ancora 30.000 che sfuggono
ad ogni controllo. In altri termini, questi fabbricanti
ed importatori dovranno registrare le sostanze
presso un’agenzia centrale e fornire dei dati circa
le loro caratteristiche ed il loro uso. Prima della
loro eventuale commercializzazione in Europa, le
sostanze più pericolose saranno oggetto di una
procedura d’autorizzazione. Questa dovrà
comportare un’analisi delle sostanze sostitutive
più sicure e, qualora esistessero, un piano
di sostituzione.



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